Il burattino

L’alimentazione ci tiene in vita e rende l’esistenza più piacevole, ma può diventare un’ossessione, come nella bulimia, o essere rifiutata fino al rischio di morire, come nell’anoressia.
Vittorino Andreoli, Il denaro in testa, 2011

Ecco l’inizio della mia università. Dovrebbe essere il momento più spensierato per tutti. Le matricole nei primi mesi fanno poco. IO?

IO LAVORAVO. Per chi? per la mia malattia,

La routine era: svegliarsi, digiunare, caffè, sigaretta, uni, pranzo con insalata che mi gonfiava lo stomaco e placava la fame poi riposo, studio con la mia amica S., palestra 45 minuti cardio, un’ora di attività aerobica, e altri 15 minuti cardio, CENA! ( Bella battuta ! )

Voi direte: “così non si può sopravvivere!” E io vi dico che la malattia ti fa sopravvivere, ti fa non svenire, si nutre della tua massa muscolare e poi ovviamente c’è la bastarda, la bulimia, che nei weekend si mangia tutto quello che non si è mangiato per una settimana.

Arrivai ad abbuffarmi nei weekend persino di agnolotti crudi. A Pasqua cercai di vomitare mettendomi un cucchiaio in gola; mi feci persino male. Ma qualcosa riuscii a vomitare. Avevo mangiato quasi un uovo di pasqua intero.

Vi avevo detto che l’avreste odiata. Più dell’anoressia? Non c’è paragone. L’anoressia è una voce bugiarda nella tua testa, è una VOCE malvagia. La bulimia è una brutta bastarda, è come un burattinaio che ti maneggia e fa e dice ciò che vuole e tu sei il suo burattino.

Insomma, mi sembra di essere stata chiara, le dovete odiare con tutte voi stesse. Se sentite le voci, se sentite il burattino correte, correte subito ai ripari. Chiedete aiuto.

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