Cerotto

“Hai uno sbrago e stai cercando di tamponarlo con un cerotto”

Mio fratello mi ha detto così il giorno prima del mio effettivo secondo ricovero. Ho sempre letto di ragazze che hanno fatto uno, due anche tre ricoveri e ho sempre pensato di non poter essere una di quelle. E invece eccomi qua. Ho costruito questo blog per poter crescere insieme alle persone che mi leggevano, ma la verità è che pensavo di essere arrivata, di aver trovato la mia pace. Questa malattia non ti perdona nulla, neanche il fatto di pensare di avere un sole dentro.

Dove il cielo si muove se lo guardi attentamente
Dove basta un minuto intenso per vivere sempre
Dove piove ma tu esci per bagnare la mente
Perché se la vita è nostra non ci ostacola niente
Dove al posto dei piedi hai due pagine vuote
E ogni passo che compi loro scritturano note
Dove il sole è un’ipotesi e tu puoi solo pensarlo
Ma ti basta perché ti riempi di idee per nutrirlo

Ultimo

E’ lì che vorrei essere, vorrei essere lì e sentire in qualche modo che sono in pace con me stessa, con il mio corpo, con la mia mente.

Ho deluso tante persone, ho perso tante persone. Ma la vita non mi ha mai scontato nulla. E ora ho un vuoto intorno incolmabile. Sarebbe bello poterlo riempiere di cibo, ragazzi, cose, ma non funziona così.

Ricordate quando meno ve lo aspettate arriva lo schiaffo in faccia. Uno schiaffo che fa male da morire.

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