Basta un po’ di zucchero e la pillola va giù

Basta un poco di zucchero
e la pillola va giù
e tutto brillerà di più.
(Mary Poppins)

I farmaci, i cosiddetti psicofarmaci, per la mia prima anoressia non li avevo accettati. Ma sembrava io ce l’avessi fatta.

Mi presero a lavorare inizialmente come promoter nella farmacia davanti a casa mia. Iniziai a studiarmi tutti i prodotto dermocosmetici, tutte le marche. Allora mi venne l’illuminazione la farmacia era il mio posto. Potevo aiutare così le persone. Feci circa quattro mesi e poi capii che dovevo iscrivermi alla facoltà di farmacia.

Ma dove? Dove potevo nascondere il mio disagio da tutti quelli che mi conoscevano? Dove potevo non fare soffrire i miei genitori? Perché io mi sentivo malata fino all’osso anche se non lo davo a vedere. Scelsi PAVIA. Non c’era neanche il test di ingresso, il metodo era a “il click più veloce”. Io entrai. Mi aspettava qualcosa di assurdo: andare a vivere da sola, tornare a studiare, persone nuove. Asti è piccola e ci si conosce tutti, purtroppo.

Il giorno dopo l’iscrizione andai al bar con S., il nostro bar, lì avvenne l’incontro che mi cambiò la vita.

Vedete proprio quando la vita sembrava avermi dato un altro scenario mi fece incontrare qualcuno che avrebbe stravolto tutto, ma che viveva ad Asti. F.

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