Treni

Mi piace pensare che, fra i treni che passano una volta sola, ci siano anche dei regionali affollati che, in fondo, si possono perdere
(mesmeri, Twitter)

Ad Agosto 2018 di treni ne ho presi molti: Asti-Rimini, Rimini-Asti. (Non vi ho parlato del day hospital che ho fatto a Maggio a Torino, perché quella fu una parentesi faticosa della mia vita, anche se il percorso alle Molinette era molto ben strutturato.)

A Rimini entrai in una comunità terapeutica, eravamo 40 ragazze. Durai un mese. Poi feci come faccio quando mi sento meglio , scappai. Tornai a casa.

Oh, quanti treni ho preso in quel mese, avanti e indietro per Asti.

Quel momento della mia vita, quel preciso istante volevo essere come una vagabonda. Volevo non avere una casa, un posto dove vivere. Volevo che la malattia, non avesse una posizione, un luogo dove insediarsi.

E’ un po’ quello che sto facendo ora.

Adesso mi trovo nella terra degli uomini, dove suona la musica, dove tutto è possibile, dove ridono i salici, dove piangono i comici e l’amore è una trappola. Forse questa la conoscete, è una canzone. Ho scritto ciò che mi ricordavo.

Tutto questo articolo sembra molto incomprensibile ma quello che voglio dirvi è che non c’è un POSTO, non c’è una PERSONA. Ci siete voi. Voi davanti al cesso, voi davanti al TAPIS ROULANT che decidete di non vomitare, decidete di non uccidervi di cardio.

E poi che succede?

Che non siete più soli, siete sotto un cielo soleggiato, guardate un bel panorama e l’unico pericolo che dovete sentire è quello di non sentire più le cose. Di anestetizzarvi. Di imbambolarvi nella vostra malattia. QUANDO SCEGLIETE LA STRADA GIUSTA RIPETETEVI:

Ma l’unico pericolo che sento veramente 
È quello di non riuscire più a sentire niente 
Il profumo dei fiori l’odore della città 
Il suono dei motorini il sapore della pizza 
Le lacrime di una mamma le idee di uno studente 
Gli incroci possibili in una piazza 
Di stare con le antenne alzate verso il cielo 
Io lo so che non sono solo Anche quando sono solo 
Io lo so che non sono solo 
E rido e piango e mi fondo con il cielo e con il fango 


Jovanotti

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